Capena 25 settembre 2015

Al Difensore Civico Città Metropolitana di Roma

Avv Alessandro Licheri   

           

Signor Difensore Civico,

sono Roberto Bannoni e le scrivo in qualità di presidente dell’Associazione “Comitato Sviluppo Colle del Fagiano” – libera associazione tra i residenti del Comprensorio “Colle del Fagiano” in Capena (Rm).

Premessa

Certamente le sarà noto che il recupero e le urbanizzazioni dei “nuclei spontanei abitativi” sono a totale carico dei proprietari degli immobili  i quali debbono provvedere alla loro realizzazione attraverso la costituzione di  “Consorzio di scopo”.

Colle del Fagiano è  un comprensorio nato a seguito di “lottizzazione abusiva” i cui residenti a suo tempo hanno beneficiato delle norme del cd “condono edilizio”. 

Dal 2001, a seguito dell’approvazione del nuovo PRG  “Colle del Fagiano” è parte integrante dell’abitato cittadino di Capena. In virtù di tale innovazione urbanistica il Comune di Capena ha così potuto deliberare per l’edificabilità di parte consistente del territorio di Colle del Fagiano rilasciando nuove licenze edilizie.

Ad oggi nel nostro Comprensorio risiedono circa 1000 persone (+/- circa 350 nuclei familiari) e nessuna delle nostre abitazioni è servita da acqua potabile a cui si aggiunge il fatto che gran parte delle opere primarie di urbanizzazioni siano ancora da realizzarsi.

Con una improvvida ed unilaterale iniziativa dell’Amministrazione comunale di Capena, anziché lasciare la realizzazione delle urbanizzazioni, così come richiederebbe la norma, al consorzio di scopo, nel consiglio comunale del

16.05.2005, l’amministrazione avocò a se l’impegno di procedere alle opere di urbanizzazione provvedendo conseguentemente alla riscossione diretta delle somme per oneri di urbanizzazione nonché dei cd  “extraoneri” ” (ovvero quella quota che i proprietari dovrebbero versare per la realizzazione delle urbanizzazioni).

Nell’ottobre 2011, dopo 6 anni dalla delibera sugli extraoneri, considerato che sino a quella data molto poco era stato realizzato in materia di urbanizzazioni e assolutamente nulla in materia di rete idrica potabile si costituisce la nostra associazione, regolarmente censita presso gli uffici comunali come associazione territoriale di cittadini (v. art. 52 Statuto comunale), cosicché da potersi proporre all’amministrazione come entità organizzata di cittadini finalizzata, attraverso l’esercizio dei principi di trasparenza, partecipazione e legalità, ha trovare, unitamente all’Amministrazione comunale, le migliori soluzioni  per portare a termine la sistemazione urbanistica del comprensorio previa riscossione degli oneri di urbanizzazione, attività per la quale l’Amministrazione, come a noi risultava per le vie informali, dimostrava difficoltà nel condurla in porto con successo ed in tempi ragionevolmente brevi.

Dopo una serie di incontri sulla materia l’Amministrazione comunale aderisce alla nostra richiesta di fare il punto della situazione sulle riscossioni ( quanto riscosso, quanto da riscuotere, quanto non più riscuotibile causa prescrizione!). Viene avviato il censimento delle posizioni e finalmente nel mese di luglio scorso ci viene comunicato per le vie brevi ( durante una riunione di lavoro con sindaco, assessore competente e dirigenza amministrativa) che lo screaning era stato ultimato cosicché l’elaborato riassuntivo di tale indagine era disponibile per la visione e lo studio da parte di chiunque avesse un interesse legittimo a conoscerne i contenuti.

Il fatto per cui ci si rivolge al Difensore Civico

Il 21 luglio 2015 provvediamo a chiedere all’Amministrazione comunale, formalmente e motivatamente,  copia del documento relativo al “censimento” della situazione riscossione oneri di urbanizzazione riferita al comprensorio di Colle del Fagiano (v. all. n. 1):

Il 24 agosto 2015, trascorsi oltre 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta di accesso agli atti e non avendo nel frattempo ricevuto alcuna risposta dall’Amministrazione, neppure di tipo interlocutorio (il responsabile del procedimento, il termine per la conclusione del procedimento ecc), presentiamo un sollecito (v.all. n. 2) a cui non è seguito alcuna comunicazione da parte dell’Amministrazione comunale.

Essendo trascorsi oltre 60 giorni dal 21 luglio 2015  dalla nostra richiesta di accesso e che la stessa ad oggi non è stata ancora soddisfatta  da parte dell’Amministrazione comunale di Capena;

Tenuto conto del combinato disposto dell’art. 4 del Regolamento comunale in materia di procedimento amministrativo (v.all. n. 3)  e dei contenuti  di cui all’allegato “A” dello stesso Regolamento nelle sezioni  6 (Tributi) punti 5 e 6,  e  nella sezione 7  (LL.PP.) punto 2  che dispongono un periodo compreso tra 30 e 60 giorni per soddisfare la richiesta di accesso agli atti  relativi a certificazioni ed attestazioni già in possesso dell’amministrazione stessa ;

Considerato che ad oggi sono ampiamente trascorsi i tempi che la stessa Amministrazione si è data attraverso il regolamento sul procedimento amministrativo e che nessuna comunicazione da parte della stessa ci sia pervenuta anche solo per il differimento dei tempi di conclusione del procedimento amministrativo;

Chiediamo alla S.V. di voler procedere nei confronti dell’Amministrazione comunale di Capena affinché la stessa provveda immediatamente al rilascio in nostro favore copia del documento a suo tempo richiesto. 

 

AGGIORNAMENTO AL 12.10.2015

L'amministrazione ci ha consegnato un censimento (consultabile dai soci) riferito alle sole licenze edilizie rilasciate dal 2001 in poi.

Il documento dunque risulta incompleto in quanto non presenta nessun dato riferito al periodo precedente.